diario
d'officina
si smettono gli abiti del mattino.
le scarpe. per prime le scarpe.
uno zaino, la borsa, la tracolla.
ne sfilo via - senza fretta - indumenti che calzo sui miei
pensieri
che striano di ombre e di luci una pedana spoglia. nuda.
il silenzio. e il respiro. sono la misura dei miei passi.
sparigliate giungono poi le prime voci.
saluti, sorrisi, passi di corsa.
ed ognuno, non diversamente da me,
ritualmente e mai per abitudine, via le scarpe.
per prime, via le scarpe.
e la pedana è già palcoscenico.
una cantina, teatro.
e si muovono i primi passi dentro le officine teatrali.
.
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.
.
.
.
.
.
.
sono l'ultimo ad andare via.
spengo le luci.
ho fatto ordine.
poi sento ancora un clic-clac. è dentro o fuori di me?
sorridendo chiudo il pesante portone di legno...
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lunedì, 11 ottobre
cesira ha chiamato in mattinata.
non sta bene.
valentina arriva correndo. zuppa di pioggia.
ci siamo tutti. ...manca cesira.
- "quando cominciamo a "parlare"?"
- "suoneresti una chitarra scordata?"
e le mani sono già meno rigide mentre tracciano archi
disegnati col fiato.
e comincio ad avvertire che intorno a me è spazio.
ciò che io decido che sia...
aria limpida... tersa... nebbia... buio... acqua...
la terra solo una sottile pellicola sotto i miei piedi...
ed ogni verità, insieme.
gli esercizi di articolazione li facciamo in cerchio.
ognuno controllando l'altro...
ad alessandro articolando la bocca fa male un ginocchio.
ed il sorriso invade le facce tese in improbabili smorfie...
e ridendo il cerchio si spezza...
una pausa. ridendo.
- "vuoi una liquirizia?"
flora la offre a tutti da un anno.
- "erano più buone le caramelle alla cannella..."
riprendiamo.
si fa un giro del palco. circolare. camminando.
- "chi comincia?"
alessandro è timidamente il primo. si legge l'imbarazzo.
uno... due... tre giri... ancora...
poi un altro lo segue,
pedinandolo comincia a marcare i suoi passi.
ogni giro un po' di più.
poi un terzo... ancora di più... ancora di più...
alessandro si ferma. osserva.
- "sono io davvero?"
ed i passi prendono le movenze di buffi animali.
in officina, stasera, una scimmia che guizza
ed un'elegante giraffa.
- "nessuno vuole una liquirizia?"
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